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Le tradizioni cairanesi

Tutte le tradizioni di Cairano che contribuiscono alla conservazione della nostra identità.

Processione San Leone
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San Leone, santo protettore di Cairano.

Il santo protettore di Cairano è San Leone Magno, primo papa ad avere il titolo di Magno. Fu nel 1754 che papa Benedetto XIV lo innalzò alla dignità di dottore della Chiesa (doctor ecclesiae). La Chiesa Cattolica Romana, fino al 1971, celebrava la sua festa l'11 aprile. Da quella data in poi, invece, la sua memoria viene celebrata il 10 novembre. Le Chiese Ortodosse orientali lo commemorano, invece, il 18 febbraio.

A Cairano, la processione e la festa di paese in suo onore ricorrono l’ultima domenica di luglio.

Dopo la santa messa, c’è la processione che viene fatta per le vie del paese, con il tradizionale percorso. Si parte dalla chiesa madre, e si procede per via Padiglione, via Concezione, via Roma, poi si scende fino a via Cupa, per poi risalire da via Cimitero fino a San Leone, e per ritornare di nuovo alla chiesa madre.
La sera si svolge la festa del paese, durante la quale si esibiscono gruppi musicali o cabarettisti e a concludere la serata un magnifico spettacolo pirotecnico, non solo per le persone presenti, ma per tutti i paesi circostanti che possono ammirare il meraviglioso gioco di colori grazie alla posizione imponente del nostro paese.

Carnevale cairanese

Il significato del suo nome deriva dal latino Carnem Levare, eliminare la carne, poiché è il periodo antecedente alla quaresima.

Particolare tradizione di Cairano è il gioco de La rottura della pignata,  che consiste appunto nel rompere la pignata, giara di piccola garndezza, con un bastone mentre si è bendati. Le pignate appese sono 3, ognuna contenente un premio, che varia a seconda della grandezza della stessa. Più è piccola la pignata, più grande è il premio.

Venerdì santo
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Il Venerdì Santo a Cairano

Tra le festività legate alla fede cristiana ve ne è una particolarmente sentita nel nostro piccolo paese, quella del Venerdì Santo.

A Cairano vi è una tradizione lunga tanti anni ed è così sentita e curata da distinguersi dalle processioni che si svolgono nei dintorni.
La Via Crucis ha inizio nella Chiesa Madre dove vengono narrati gli episodi antecedenti alla Passione e quindi tutto il processo davanti a Pilato. Poi ha inizio il cammino verso il Calvario. Aprono la processione gli uomini, che come il Cristo portano una corona di spine sul capo. Alcuni conducono la statua del Cristo morto e altri seguono con una croce sulla spalla, come ad esprimere tutta la loro vicinanza nella sofferenza. Seguono poi le bambine, tutte vestite di bianco, con la vita cinta da un nastro nero in segno di lutto e con una corona di spine sulla testa. Portano una culla, ricoperta di pizzi e merletti, ornata con fiori e nastri sulla quale viene adagiato il Crocifisso.
Dietro la culla, segue la statua della Madonna Addolorata, accompagnata dalle ragazze nubili vestite di nero, con uno scialle di filo ricamato appoggiato sulla testa. Dietro le statue seguono tutti gli altri fedeli che pregano e cantano al Signore.

La processione si svolge per le strade del paese dove di volta in volta ci si ferma proprio come Gesù Cristo durante il suo tragitto. L’ultima stazione è proprio al Calvario dove si annuncia la morte del Cristo .
La nostra tradizione cerca di rispettare il più possibile quelle che sono le scritture e il risultato è sempre uno spettacolo suggestivo ed emozionante. 

Corpus Domini
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Corpus Domini

La solennità del Corpus Domini è una delle principali funzioni dell'anno liturgico della Chiesa cattolica. Questa festa è di precetto e viene celebrata il giovedì della II settimana dopo la Pentecoste.

In questo giorno Cairano assume un aspetto molto particolare. Vengono esposte ai balconi le lenzuola più belle e più ricamate, le donne creano vere e proprie cappelle con un banchetto ricoperto da un lenzuolo bianco a mo' di altare dove durante la processione il parroco si ferma e dice della preghiere e dove alcuni bambini recitano poesie e preghiere al Signore.

È una processione molto particolare e unica rispetto ai paesi circostanti.
Si apre con una ragazza che porta il gonfalone, dietro le donne che in fila indiana formano due file, una alla destra e una alla sinistra della ragazza, subito a seguire ci sono i bambini che lanciano fiori, poi c’è il parroco con i chierichetti, un uomo che porta l’ombrello per coprire il corpo di Cristo portato dal prete e a ridosso ci sono sei uomini che portano il sei mazze che precede tutta la gente.
Si fa il solito percorso, durante il quale ci si ferma agli altari che le donne hanno adornato in onore a Dio e vengono recitate delle preghiere.